Da Modena alla conquista del mondo, la storia di un’azienda artigianale che ha saputo lasciare il segno. Novant’anni fa l’inizio dell’avventura, vittoriosa, nelle corse.
La storia di Vittorio Stanguellini e del suo marchio rappresenta una delle pagine più affascinanti del motorismo italiano, un percorso legato a Modena e a una tradizione familiare capace di spaziare dalla musica fino alle vette dell’automobilismo. Una storia che affonda le sua radici negli ultimi decenni dell’Ottocento ma che vive una svolta cruciale nel 1936, esattamente novant’anni fa, quando Vittorio Stanguellini capisce che le sue competenze nella meccanica e il suo ingegno possono essere messi a frutto con successo nel mondo delle corse.
Ma partiamo dall’inizio. Nel 1879 Celso Stanguellini, nonno di Vittorio, fonda a Modena un’impresa artigiana a conduzione familiare. Commerciante di strumenti musicali, dimostra una spiccata inventiva brevettando un innovativo dispositivo meccanico per l’accordatura dei timpani, invenzione che gli procura una solida notorietà al punto da trovare applicazione persino nell’orchestra del maestro Arturo Toscanini. Nel 1900 la dinastia compie un primo passo verso la mobilità con il figlio di Celso, Francesco, il quale decide di dedicarsi al settore delle biciclette. Non limitandosi alla semplice vendita, Francesco ne avvia la produzione, realizzando modelli da corsa con cui prende parte a diverse competizioni, per poi estendere la propria attività anche ai tricicli a motore, anch’essi testati in gara.
Il passaggio definitivo verso le quattro ruote si consuma nel 1910, quando porta a Modena la prima auto Fiat, contrassegnata dalla targa MO/1 e tuttora custodita nella collezione di famiglia. Francesco Stanguellini si afferma come uno dei più antichi concessionari Fiat in tutto il territorio nazionale. Partecipa a numerose competizioni, correndo anche a fianco del suo grande amico Vincenzo Lancia. Francesco intuisce che lo sviluppo di modifiche ai propulsori potrebbe garantire prestazioni nettamente superiori ma la crescente mole degli impegni legati alla concessionaria gli impedisce di sviluppare questo progetto. Nonostante ciò, nel 1925 la Scuderia Stanguellini balza agli onori delle cronache curando la gestione e portando al successo in pista le motociclette modenesi Mignon.
In questo ambiente cresce Vittorio, unico figlio maschio di Francesco. Il destino del giovane subisce una drammatica accelerazione nel 1932 quando il padre scompare prematuramente. A soli 22 anni, Vittorio si trova a dover assumere la piena responsabilità dell’azienda di famiglia ma il ragazzo non si fa trovare impreparato: dotato di intuito per la meccanica, Vittorio si dedica all’officina e, poco più che ventenne, vanta già una competenza fuori dal comune. Parallelamente, segue le competizioni, stringendo solidi legami con le figure di spicco del motorismo locale, tra cui Enzo Ferrari e i fratelli Maserati. La svolta agonistica matura quasi per gioco, durante alcune sfide tra amici a metà degli anni Trenta. Vittorio Stanguellini all’epoca ha 26 anni e su suggerimento degli amici Nando Righetti e Mario Carmellini inizia a impegnarsi nelle corse. Nel 1936, con una Fiat Balilla 508 CS Sport l’equipaggio Righetti-Carmellini nella decima 1000 Miglia porta casa un bel quinto posto di classe.
Questo exploit dà il via alla stagione delle trasformazioni dei motori Fiat di serie, in particolare i modelli Balilla, Balilla Sport e la 500 Topolino. Pur continuando a prestare la propria opera di preparazione e assistenza su vetture di prestigio come Maserati e Alfa Romeo, oltre che sulle Fiat 1100, 508 e 750 in configurazione Sport, è proprio sulle piccole cilindrate che si compie il capolavoro.
Nel 1937 nasce ufficialmente la…
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