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Focus

Forme pure peso minimo

La Porsche 904

La Porsche 904 inaugurò la cosiddetta Plastic Era e si impose alla Targa Florio 1964, regalando al marchio la sua prima vittoria internazionale.


La crescente pressione di Abarth e Alfa Romeo nel campionato FIA GT del 1963, spinse Porsche ad avviare un nuovo progetto di una vettura per difendere la leadership nella classe 2 litri. Fino ad allora le auto da corsa della Casa erano evoluzioni della 356, poi della 550 e delle sue varianti, fino alla 718 GTR Coupé del 1962 e alla 356B 2000 GS GT “Dreikantschaber”, che anticipava alcune scelte formali della futura 904. La nuova vettura ne riprendeva la logica funzionale: muso rastremato, fari carenati e parabrezza molto inclinato per ridurre la resistenza aerodinamica.

Nel vano anteriore trovavano posto il serbatoio da 100 litri e la ruota di scorta in posizione orizzontale, soluzione utile alla distribuzione delle masse e alla sicurezza. Anche il posteriore seguiva la stessa impostazione: grande cofano incernierato in un unico pezzo, coda Kamm, paratia con finestrino verticale e prese dinamiche che convogliavano aria fresca verso il vano motore. La linea ricordava modelli precedenti, ma la struttura sfruttava un nuovo telaio di acciaio scatolato e una carrozzeria in vetroresina. L’omologazione richiedeva cento esemplari in dodici mesi.

Piëch ne immaginava 200, ma il cambio regolamentare portò alla cancellazione del secondo lotto, e i componenti già ordinati confluirono nella futura 906. Per concentrare le risorse sulla 904, Porsche abbandonò la F1 dopo il GP di Francia del 1962 e orientò lo sviluppo verso una vettura adatta alla pista e alla strada. Il progetto fu affidato nel 1963 a Hans Tomala, con Gerhard Schröder responsabile del telaio e Ferdinand Alexander Porsche della linea. Offerta a 29.700 DM, la 904 fu prodotta in 102 esemplari entro il 1964; altri venti furono costruiti come seconda serie.

La produzione totale comprende 109 vetture con il quattro cilindri Fuhrmann Typ 587/3, sei con il sei cilindri Typ 901/20 e nove con l’otto cilindri Typ 771, montato su tre coupé e sei Bergspyder. I telai delle versioni a quattro e otto cilindri portavano il prefisso 904, mentre quelli delle 6 cilindri e delle Bergspyder adottavano il prefisso 906.

La genesi competitiva

Dopo lo shake down, il test preliminare di collaudo, nell’agosto 1963 tre 904 furono impiegate nei primi test a Weissach, poi al Nürburgring e a Hockenheim. La vettura si dimostrò subito competitiva: al Ring scese sotto i dieci minuti, fermando il cronometro a 9’55”. Congelato lo sviluppo nel novembre 1963, la produzione prese il via il 1° dicembre e raggiunse i cento esemplari il 31 marzo 1964. Il debutto era avvenuto a febbraio, alla American Challenge Cup, con la 904016 di Pabst e Hagestad, costretta al ritiro. Il 21 marzo, alla 12 Ore di Sebring, furono iscritte cinque 904: la vettura di Underwood e Cunningham concluse la gara, nona assoluta e prima di classe. Mentre le vetture clienti iniziavano la loro attività, Porsche proseguì lo sviluppo delle versioni ufficiali a sei e otto cilindri. 

Le due vetture di punta, la 904/8008 e la 009, ricevettero il nuovo otto cilindri Typ 771 senza modifiche sostanziali al telaio. Gli interventi riguardarono solo…



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